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martedì 23 ottobre 2012




 Sgabello da dentista

Malattie professionali:
in Italia un dentista su due ha la schiena knok-out 

  Consigliato : sgabello multi regolazioni con schienale

Questa notizia è stata tratta da: http://www.circolodellasicurezza.com/

Questa la conseguenza di chi passa la maggior parte del proprio tempo di lavoro piegato sul paziente, rotando e inclinando la colonna vertebrale per intervenire all’interno della bocca. Le soluzioni possibili: sgabelli “di nuova generazione”, stretching e opportune tecniche di respirazione

ROMA – Problemi alla schiena per il 50% dei dentisti italiani: passare la maggior parte del proprio tempo di lavoro piegati sul paziente, spesso costretti a rotazioni e inclinazioni oblique della colonna vertebrale per intervenire all’interno della bocca, è una situazione che, prima o poi, genera brutte complicazioni. “La metà degli odontoiatri ha problemi del genere, legati alla cattiva postura”, afferma Gianfranco Prada, presidente Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) all’Adnkronos. Un fenomeno confermato anche da Maurizio Ripani, docente di anatomia presso l’università “Foro Italico” di Roma: “I dentisti registrano problemi cervicali, alla zona dorso lombare e sono colpiti da irradiazioni dolorose dovute alle posizioni oblique che mantengono, piegati sui pazienti durante l’intervento. Inoltre possono arrivare ad avere formicolii e ridotta sensibilità nelle mani”.
Dalla cervicale alla gobba. Pericoli ancora più fastidiosi, invece, per i chirurghi, che rischiano di essere più facilmente soggetti a ipercifosi dorsale. “I maghi del bisturi possono sviluppare, in casi estremi, una gobba perché, al contrario dei dentisti, hanno un impatto sulle zone dorsali più massiccio dovuto alla lunghezza delle operazioni”, continua Ripani. “Ore in piedi costretti a rotazioni e allungamenti per lavorare sul paziente possono causare forti dolori e infiammazioni alla cervicale e alla colonna vertebrale degli specialisti. Con dolori e infiammazioni localizzate”.
E c’è chi smette di lavorare per mesi. Meglio, quindi, non sottovalutare – avvertono gli specialisti – la pericolosità di questa malattia professionale. “Questi operatori, senza differenze di età possono arrivare a sviluppare un dolore cronico nelle zone colpite”, sottolinea Ripani. “Una patologia professionale, che spesso li costringe a interrompere anche per mesi l’attività di sala operatoria per dedicarsi alle cure”. Al punto che, avverte Prada, “può accadere, in casi molto gravi, che i colleghi siano costretti a diminuire gli interventi che superano la mezz’ora. Un bel danno anche economico”.
Le soluzioni: dalla ginnastica posturale alla sbarra defaticante. Diverse, e non esclusivamente farmaceutiche – gli antidolorifici, infatti, fanno passare il dolore ma non curano le cause – le soluzioni che possono essere adottate: da stretching e ginnastica per sciogliere lo stress e irrobustire la muscolatura del collo e della schiena all’alternanza delle posizioni durante il lavoro. Da valutare, poi, anche le soluzioni fai-da-te (come, per esempio, attrezzare il proprio studio con una barra a cui appendersi ogni tanto per distendere e defaticare la schiena) o le postazioni progettate per non affaticare il corpo. “Solo da circa 5 anni con la comparsa di sgabelli ‘ad hoc’ alti e regolabili gli odontoiatri hanno finalmente la possibilità di operare nel cavo orale dei pazienti da seduti”, dice Prada. “Uno strumento che ha fatto diminuire l’impatto di questi dolori muscolari”. Infine, conclude Ripani, “imparare a respirare in maniera corretta può allentare il nervosismo e lo stress, una della cause troppe volte sottovalutate dell’indurimento muscolare”.


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